#BacktoWork: Storia di Valeria

Grazie alla campagna Back to Work, con il metodo Work Design 5 donne stanno verificando la loro proposta di valore. Segui i loro racconti sul blog di Piano C: sono 5 donne straordinarie, e sono pronte a rimettersi in gioco

Perdere il lavoro e vivere felici.

Perdere il lavoro e vivere felici in Italia a 40 anni mentre aspetti la tua seconda figlia.

Non è l’incipit di una barzelletta né di un romanzo di fantascienza.
È la storia della mia vita dopo il 2 novembre 2017 (mai data fu più azzeccata).
È il racconto di esperienze esaltanti, stimolanti, di novità, di cambiamenti e di incognite, di grande positività, generatività ed entusiasmo.

Che cosa mi è successo quando ho perso il lavoro? È stato uno schiaffo, una doccia fredda, un fulmine a ciel sereno, una tegola e potrei andare avanti con altre metafore…

E la prima cosa che ho fatto? Ho messo in dubbio tutto, le mie competenze, il mio comportamento, la mia capacità di stare al mondo, di relazionarmi con gli altri, insomma Valeria il castello di carte è crollato, basta, ciao.

Poi ho iniziato a guardarmi dentro. Ho ascoltato il mio profondo, sono scesa ai miei bisogni primari, ho rielaborato le mie sensazioni, ho riconosciuto il reale effetto che alcune frasi avevano avuto su di me e ho capito che stavo mentendo a me stessa quando raccontavo agli amici che era tutto fantastico quando invece non era il posto per me, non era più il lavoro per me.
Io sono una priorità più grande, voglio che il mio lavoro abbia senso per me, voglio sentirmi utile, voglio essere soddisfatta di quello che faccio non solo perché lo faccio bene ma soprattutto perché è quello che voglio fare.

Quindi? Ho reagito. Il lavoro è un elemento fondamentale della mia vita, non posso immaginarmi senza lavorare, sarei una Valeria a metà (o meglio, a 1/3) e in ogni caso non me lo posso permettere.

Ma questa volta ho deciso di battere una strada nuova, di affidarmi alle relazioni invece che ai cv inviati a raffica, e ho iniziato a uscire (grazie Eventbrite di esistere!), a partecipare a eventi sui temi che mi appassionano, a raccontare di me a chi aveva voglia di ascoltarmi e ad ascoltare le storie degli altri.

Finalmente avevo tempo per me, per coltivare i miei interessi! Che bella sensazione!

Così in una mattina di metà novembre eccomi al BASE Milano, a un evento sul content marketing, e tra un intervento sui video e uno sui social media che cosa sento? Qualcuno dice che è possibile riprogettare la propria professionalità, che esistono percorsi dedicati a chi ha perso il lavoro e vuole percorrere nuove strade per realizzarsi svolgendo un’attività diversa e più appassionante. Davvero?! Eccomi qui, dove si firma, dove ci si candida? Voglio partecipare anch’io!!

Così, a poche settimane dalla perdita del lavoro, per il solo fatto di aver reagito, di essere uscita, di aver seguito i miei interessi, mi ritrovo a giocarmi l’opportunità di fare un’esperienza in cui il progetto sono io! È la selezione per Back to Work di Piano C!

Non è solo il fatto di aver partecipato alla selezione e la soddisfazione di essere stata scelta ma soprattutto il riscoprire la possibilità e la responsabilità – fondamentale- di concentrarmi e riflettere sulle mie aspirazioni, i miei desideri e di immaginarmi in un lavoro diverso, che mi appassiona, in cui mi sento davvero utile.

In questo percorso ho incontrato e continuo a incontrare persone straordinarie con cui sto vivendo momenti memorabili, persone mai viste prima con cui bastano poche parole per entrare in sintonia. Persone che incontro partecipando a eventi e laboratori e con cui passerei ore a condividere pensieri, aspirazioni, progetti e con cui è bellissimo raccontarsi la vita, i successi e i fallimenti.

Ho capito che è importante non aver paura di raccontarsi: io sono le mie esperienze, positive e negative che siano, quello che mi piace fare, quello che mi appassiona e raccontare una storia diversa per assecondare chi mi sta ascoltando o per paura di espormi nasconde la mia identità, il mio essere unica che è invece ciò che deve brillare.

Le storie che ascolto dagli altri e ciò che sto scoprendo di me stessa mi dicono la stessa cosa: che posso superare i miei limiti perché questi limiti sono fittizi, sono imposti da quello che chiamo “conformismo professionale”, mentre la realtà è che qualunque persona ha infinite possibilità di realizzarsi, di fare ciò che ama, di vivere una vita piena di impegni, di esperienze e di soddisfazioni, basta uscire, aprirsi al mondo e non avere paura.

Sono Valeria, quest’anno compio 40 anni, sono mamma di una bimba di 4 anni e ne sto aspettando un’altra. Mi piace far ridere le persone con il mio umorismo, bere buon vino con mio marito e rispondere alle domande di mia figlia su insetti e dinosauri mentre la accompagno a scuola. La mia professione è sempre stata il marketing e la gestione di progetti all’interno di grandi gruppi finanziari internazionali. Sono una donna estroversa, curiosa e sempre aperta alle novità; con Piano C mi sto mettendo in gioco al 100% per esplorare me stessa e vivere un originale percorso di crescita.

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