Fingo spesso e volentieri

Leggi le storie delle donne, professioniste, che partecipano alla quinta edizione di C to Work, il programma di Piano C che fa incontrare donne e lavoro. Segui il racconto della loro esperienza e condividi i loro traguardi.
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Devo proprio dirlo: ‘sto Piano C inizia a piacermi sul serio. Mi fa sentire a mio agio. Ci si arriva al mattino, una tazza di tè, due battute sceme, qualche osservazione su scarpe e accessori e poi al lavoro sul progetto di C to Work, serrate in una delle sale dai nomi esotici. Di solito siamo in Africa, non partireste col piede giusto anche voi?

Riassumendo le scorse puntate, l’ultima settimana di ottobre è stata particolarmente frenetica per via della riunione in trasferta a Torino con add editore, partner del progetto. In pratica, in vista dell’occasione siamo arrivate a una prima, concreta, messa a fuoco del lavoro svolto finora. Ansia da prestazione? A pacchi. Il tempo stringe, ora non si scappa, siamo nel frullatore. Ma il punto è riassumibile nell’espressione anglosassone: fake it ‘till you make it, cioè, in vista di un obiettivo, fai le cose ‘come se’, anche se ti sembra di non essere ancora in grado. Ma falle al meglio, prenditi sul serio, che non vuole dire che bisogna scollarsi dalla realtà o tirasela. Quindi sto fingendo alla grande finché non arriverò a ciò che mi sono prefissata.

Fingo spesso e volentieri, a questo punto devo dire anche questo. Per esempio scrivo un blog di musica che ho chiamato 6 canzoni prima di colazione, pensando allo spirito pionieristico del mondo di Alice, quella delle meraviglie.

Alice rise: «È inutile che ci provi», disse, «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto» ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.» (Lewis Carroll, Attraverso lo specchio, capitolo V).

Ci sono varie cose impossibili in questa storia del blog. Una sono le canzoni. Se penso alle mie giornate, poche altre cose hanno la forza di pigliarmi di peso e trasportarmi in posti di cui magari ignoravo l’esistenza. Un’altra è che in un tempo che ora mi sembra lontanissimo, in cui ero in redazione testa bassa e vista annebbiata a lavorare solo sui libri, chi se lo immaginava che a un certo punto avrei scritto di musica. Cara Alice, yes we can, io la penso proprio come la Regina.

Mariarosa Porcelli

C to Work, quinta edizione

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