#UnaIdeaInTesta: Quando il safari entra in casa

Grazie a Testanera, con il metodo Work Design 5 donne stanno verificando la loro idea di impresa, la loro proposta di valore o il disegno di una nuova professionalità. Segui i loro racconti sul blog di Piano C: sono 5 donne straordinarie, e hanno #UnaIdeaInTesta

Antilope Citizen Scienze AfricaSì, eccola! Sembra incredibile ma ho appena avvistato e identificato una piccola antilope nella foresta tra la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia. Tranquilla procede allungandosi a mangiare erbe e vegetali dal suolo. Incurante di me che, affascinata, la osservo.

Che era presente un animale l’avevo notato subito, avevo anche azzeccato che si trattasse di un ungulato, come lo sono cervi, stambecchi e camosci delle nostre zone. Per capire però di quale specie si trattasse ho dovuto consultare la Field Guide, la guida di campo che permette il riconoscimento della fauna di questa parte di mondo. Niente di più facile. Un veloce click sull’icona a sinistra dello schermo.

Già perché il mio viaggio africano, in luoghi che non ho avuto finora il piacere di visitare, l’ho fatto da qui. Dalla mia casa di Milano, seduta davanti al mio fedele pc, in un afoso pomeriggio di luglio. Grazie a un progetto di Citizen Science.

Si chiama Chimp & See ed è uno dei progetti presenti sulla piattaforma Zooniverse che raccoglie ricerche che spaziano dalla biologia alla storia, dalla astronomia alla medicina, passando per la fisica e le scienze sociali, a cui chiunque può partecipare contribuendo all’incedere del sapere scientifico.

In Chimp & See si aiuta ad analizzare video raccolti dalle fototrappole piazzate in giro per foreste, savane e altri ambienti naturali di 15 paesi africani. Sono più di 7000 ore di riprese e gli scienziati del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology in Germania, promotori dello studio, non avrebbero mai le risorse, economiche e di tempo, necessarie per farlo. Eppure le informazioni che se ne ricavano stanno contribuendo a illuminare un tassello importantissimo dell’evoluzione dell’uomo, grazie alle riprese sugli scimpanzé e all’osservazione di alcuni loro comportamenti, oltre che fornire informazioni fondamentali per la conservazione della fauna africana.

Ecco così che cittadini – di qualsiasi età, sesso, provenienza – possono collaborare al progetto, andando sul sito e analizzando spezzoni di video. Il tutorial dura meno di un minuto, tutto è intuitivo e facile… Si impara facendo, sperimentando, “mettendo le mani in pasta”. Che è il modo migliore per far proprie nuove conoscenze, appassionandosi e divertendosi. Si perché, ammetto, dopo un video viene subito voglia di analizzarne un altro per la curiosità della scoperta e per la voglia di incappare in qualche scimpanzé. Una piccola dipendenza, come i videogiochi, ma probabilmente più sana e sicuramente più utile. Per la scienza, ma anche per la propria conoscenza del mondo e per imparare, praticandola, la collaborazione grazie alla community con cui confrontarsi quando si è incerti sulla classificazione di un animale.

Mi diverto. E penso che sarebbe bello se i miei tre figli facessero scienza così, a scuola e casa. E magari anche storia, attraverso per esempio i progetti su Zooniverse di trascrizione dei diari di guerra.

E questo portare la Citizen Science nelle scuole e tra i cittadini è uno degli obiettivi di “scienza collaborativa”, la realtà che sto costruendo con la mia collega Sarah Orlandi. Senza fermarsi ai video, ovviamente, ma anche calandosi nel territorio. Perché la Citizen Science è un modo diverso di imparare, di appassionarsi alle materie scientifiche – le temutissime STEM – inclusivo e partecipativo, che a esercizi puramente didattici preferisce la ricchezza e la complessità dei problemi reali. E non è un caso se nelle scuole anglosassoni è ampiamente diffusa ed è stata promossa anche da Barack Obama durante il suo mandato di Presidente.

Intanto, in attesa di possibili novità a scuola, nulla ci impedisce di iniziare a essere citizen scientist da casa, con amici, figli, compagni. Buon divertimento!

Giovanna Ranci Ortigosa – Finalista del progetto “Un’idea in testa”. Ingegnere ambientale con dottorato in Ecologia, è una libera professionista che si occupa di divulgazione e comunicazione scientifica. Si propone come esperta di Citizen Science (CS, Scienza dei Cittadini) offrendo percorsi di CS a scuole, musei, aziende; corsi di formazione per insegnanti ed educatori; coordinamento di progetti di CS fungendo da interfaccia tra cittadini e scienziati. La CS è un modo collaborativo e partecipativo di fare scienza, nel quale i cittadini sono a fianco degli scienziati nella raccolta dati, nella loro analisi o anche nell’identificazione della problematica da indagare. La CS è pratica diffusa e matura in USA e UK, in Italia è recente ma in crescita.

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