Bridge to work

Bridge to work è il percorso di formazione di Piano C rivolto ai giovani che, una volta chiusi i libri, rischiano di precipitare in un “non luogo” da cui poi è difficile uscire.

Bridge to work è un vero e proprio collegamento verso il primo lavoro, che permette di restare visibile ed in movimento. Questo tipo di esperienza permette di mettere alla prova le proprie aspirazioni e competenze professionali e, al termine, avere una visione più affinata dei contesti in cui muoversi, delle conoscenze acquisite e dei contatti da sviluppare.

bridge_logo_roundIl percorso è così articolato:

1)     uno spazio di coworking innovativo con servizi salvatempo : uno spazio di lavoro condiviso di 300 mq, 20 postazioni di coworking e 6 sale riunioni, servizi salvatempo (lavanderia e  sartoria a domicilio, spesa su ordinazione sono solo alcuni esempi) e convenzioni con realtà del quartiere per creare una rete di appartenenza sul territorio.

2)     una community di professionisti con cui interagire: la community di Piano C è ampia e variegata, composta dal team, dalle coworker, da professionisti e aziende che, attraverso corsi di formazione, convegni e momenti di networking entrano in contatto e mettono a frutto le diverse esperienze e competenze sia orizzontali che intergenerazionali. Dalla condivisione nascono sinergie e opportunità di crescita ulteriori.

3)     un percorso di formazione sulle soft skill: nei percorsi di formazione tradizionali, le soft skill non vengono sviluppate, anche se il loro impatto su le altre competenze è dirompente. In Bridge to work è previsto, invece, un colloquio iniziale per individuare un percorso di sviluppo delle soft skill che riguardano l’intelligenza emotiva.

4)     l’assegnazione di un progetto operativo con obiettivi da raggiungere chiari e misurabili: lo sponsor di Bridge to work assegna un tema su cui lavorare, per poter conoscere il punto di vista di persone esterne e qualificate, senza sostenere così alti costi di consulenza e dando la possibilità ad un giovane appena formato di cimentarsi in un progetto unico e sfidante.

Da una prima individuazione delle aspirazioni e competenze viene poi perfezionato il progetto operativo, che è il vero e proprio mezzo di incontro con il lavoro.

5)     il lavoro in team per raggiungere gli obiettivi: il lavoro di squadra è un elemento fondamentale per il successo del progetto, la condizione ideale per mettere in pratica e testare le soft skill acquisite ed avere chiarezza sugli obiettivi da raggiungere

6)     il mentoring di esperti e professionisti: il percorso è progettato con momenti di verifica per valutare i progressi ed i risultati alternati a momenti di supporto da parte di tutor e mentor, interni a Piano C o selezionati all’esterno, in base all’area di competenza. Questo permette ai partecipanti un confronto di alto livello, utile sia operativamente che nelle scelte di orientamento

7)     l’accesso a sportelli professionali e formazione specialistica: accesso a strumenti di base per fare impresa: fiscale, legale, ricerca bandi, social media management, marketing

8)     uno spazio online per raccontare la propria esperienza e rendersi visibili al mercato: lo storytelling del percorso è uno strumento efficace per rendere nota la propria esperienza, per ingaggiare gli interlocutori, creare dibattito e feedback, il tutto  messo online sul sito e i canali social di Piano C per dare ulteriore visibilità al progetto e alle nuove competenze acquisite

9)     una valutazione pre e post percorso per misurare l’impatto dell’esperienza attraverso uno strumento di bilancio delle competenze: il colloquio iniziale serve per tracciare percorsi specifici per i diversi profili, che si innestino in un più ampio sistema di project management rigorosamente definito con assessment finale, per misurare i risultati e creare dei modelli positivi e replicabili.

 Qui trovi la scheda riassuntiva di Bridge to work!