Non crediamo ai papà part time

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Perché una campagna sui papà, con i papà e per i papà?

Il motivo che ci ha spinti a farlo è lo stesso che ha fatto nascere Piano C quattro anni fa: la ricerca di un’innovativa terza via che ci renda tutti più felici.

Se le donne italiane, quando diventano madri, sono infatti intrappolate nello stereotipo della “lavoratrice part time”, che si pensa sia meno focalizzata e meno capace sul lavoro, agli uomini italiani (e non solo a loro) non manca la gabbia opposta: quella di essere considerati “papà part time”.

I papà part time sono autorizzati a occuparsi dei figli meno delle mamme: come se la loro identità “altra” rispetto alla paternità prevalesse. Sono considerati meno capaci e meno adatti come genitori, e sono completamente invisibili al mondo del lavoro. La loro paternità non è “autorizzata” in ufficio: è trattata come un elemento minoritario della loro identità. Questo li porta a non avere nessun diritto, se si escludono i 2 giorni di congedo di paternità faticosamente guadagnati negli ultimi anni e presi solo dal 10% dei neo papà.

Ma, proprio come per le donne oggi è ancora difficile dire “chi sono” nel mondo del lavoro, poiché vi sono entrate seguendo le orme degli uomini, indagare la paternità potrebbe portare a trovare dei padri confusi, ancora in cerca di identità. L’identità dell’uomo in famiglia, come l’identità della donna al lavoro, è una realtà tutta da costruire: liberando i nostri desideri e la nostra voglia di scoprire chi siamo realmente e cosa possiamo realizzare, uomini e donne insieme, facendoci spazio a vicenda per restare meravigliosamente diversi e portare tutta questa ricchezza nel mondo.

Piano C ha lanciato il 28 novembre in collaborazione con maam – maternity as a master la campagna nazionale Diamo voce ai papà, per dare voce a sogni, desideri, aspirazioni, frustrazioni, paure, interrogativi e rivendicazioni dei papà italiani. Rispondi al sondaggio per farci sapere #chisonoipapà italiani.

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Commenti

  1. Andrea messaggeri dice:

    Buonasera, articolo e ricerca molto interessante e attuale. Il 30 novembre a gorgonzola è stato approvato il registro bigenitoriale. Dovrò organizzare una serie di eventi a tema e credo che un suo contributo sui papà e – la voglia di essere più presenti a casa e con i figli soprattutto – che la legge non agevola però questa istanza genitoriale. Io sono andrea messaggeri, educatore e papà separato. Il mio numero 3492875575 e la mia mail andreamessaggeri@gmail.com
    La tengo aggiornata
    Intanto grazie
    Andrea

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