Le finaliste di Back to Work si presentano

Back to Work è il nostro percorso di riprogettazione professionale in Piano C. Con la nostra ultima call, abbiamo selezionato 10 finaliste che hanno avuto la possibilità di rimettersi in gioco professionalmente dopo un periodo di assenza dal mondo del lavoro, usufruendo gratuitamente del nostro percorso di Work Design.

Impariamo a conoscerle!

Valeria, 37 anni, moglie di Gianluca e orgogliosa mamma di Enea e Bianca Maria.

Adoro la letteratura greca antica, Excel e sono tifosissima della Juventus. Sono una donna di marketing e comunicazione e ho sempre lavorato con soddisfazione in grandi realtà multinazionali soprattutto nel beauty. Sono un’esperta di bellezza e skincare, acquisto rossetti in maniera compulsiva pur truccandomi poco. Disordinata nel privato ma meticolosa e super organizzata nella sfera lavorativa, ho una smodata passione per tramezzini veneziani e spritz; il momento più bello della giornata è l’ora dell’aperitivo. Non sono mai stata particolarmente materna ma la nascita dei miei figli mi ha stravolto l’esistenza facendomi scoprire quanto fosse bello trascorrere del tempo con loro, invischiata nel mondo e nelle dinamiche dell’infanzia che altri genitori aborrono. Il bisogno di tempo quantitativo mi ha spinto a cambiare vita professionale in cerca di un miglior work-life balance.
Il mio motto è: “Dream big and enjoy the little things”.

Sara, 47 anni, dal 1996 sono una pedagogista, dal 1998 una moglie e dal 2008 anche una mamma.

Sono innamorata della vita, mi piace cogliere e gustare la bellezza nel mondo, passeggiare nella natura, ascoltarne la voce e il silenzio. Mi piace viaggiare con le valigie, con la fantasia e con i sogni. Mi piace conoscere, sperimentare e reinventarmi. Mi piace respirare umanità e sentirne il calore, in particolare adoro circondarmi di persone capaci di cogliere la felicità anche nelle cose più semplici: in questo i bambini sono maestri. In un tempo storico in cui tutto è precario, ritengo urgente e necessario investire sull’educazione attraverso interventi pedagogici che accompagnino l’individuo nelle diverse fasi di vita con l’obiettivo di valorizzare l’unicità di cui ciascuno è portatore, attivando processi di consapevolezza e di autodeterminazione, fornendo strumenti anziché soluzioni, offrendo ascolto e supporto, orientando verso direzioni personali e sostenibili.

Silvia, 37 anni, architetto, imprenditrice, sognatrice, creativa, rossa e lentigginosa e anche mamma.

Isabella, duenne, mi ha fatto capire che QUI è il mio posto e mi ha fatto mettere le radici, ma più che una pianta da giardino io mi sento una in vaso che può spostarsi da un balcone a una stanza. Non so come sarà domani ma so che sarà fantastico, quindi sono allegra ma non spensierata, vivace ma non casinista, ingenua ma non avventata.
Amo lavorare e creare di tutto, dalle cose serie come le abitazioni per le famiglie alle quali inevitabilmente mi affeziono, ai giochi in cartone con mia figlia.
Il mio baricentro è sempre spostato in avanti e per questo amo imparare, leggere e immaginare scenari futuri. Vorrei lasciare una traccia, se pur piccola, nel mondo, è un obiettivo enorme e troppo ambizioso ma se non abbiamo grandi sogni non potremo mai andare lontano.

Emidia, 37 anni, mamma entusiasta.

Abruzzese trapiantata a Milano da quasi 20 anni, in bilico tra lo status di milanese imbruttita d’adozione e quello di nostalgica terrona fuori sede. Ho iniziato a fare la giornalista esattamente quando il mercato editoriale ha iniziato a crashare su se stesso. Un po’ per questo, un po’ per inclinazione naturale, ho collezionato una serie di esperienze brillantemente precarie in quasi tutti i media, dalla tv ai quotidiani, da internet ai periodici, occupandomi, a vario titolo, di calcio, beauty, orologi di lusso, mercato televisivo, alimentazione, salute. Schizofrenia professionale o poliedricità? Forse, semplicemente inevitabile gavetta. Prima di diventare mamma, ero una cuoca sopraffina sempre ben truccata e parruccata. Oggi è tanto se riesco a pettinarmi una volta al giorno. Ma non tornerei indietro per nulla al mondo.

Jimena, 41 anni, moglie di Pietro e mamma di due bellissimi piccoletti Francesco ed Elisa.

Sono nata a Buenos Aires, Argentina, ma con forti origini italospagnole. Casa mia era un mix di culture in ogni ambito della vita quotidiana. Ho studiato geografia e lingue. Per questo motivo, ho deciso a 27 anni di venire in Italia per aprirmi a nuove esperienze, soprattutto lavorative. Ho buone capacità comunicative, e sono positiva e aperta. Amo viaggiare, dagli ambienti di viaggio al conoscere nuove persone, esperienze e culture. Mi piacciono molto le lingue e anche l’educazione. I miei figli sono bilingui dalla nascita, ne sono fiera e sono sicura che sarà una potenzialità in più nella loro vita. Ho lavorato sia in linee aeree, aeroporti, agenzie viaggio, che in aziende internazionali. In questo momento sono mamma full time e ho molta voglia di ritornare al lavoro per esprimere al meglio il mio valore e le competenze che ho acquisito negli anni. Spero con Piano C di rimettermi in gioco al 100% e poter trasmettere in maniera efficace le mie potenzialità e talenti.

Claudia, 56 anni, se mi guardo indietro nella mia vita personale e professionale vedo un unico filo conduttore: il cambiamento.

Sono nata in Argentina, da genitori italiani, e a due anni ho cambiato Paese venendo in Italia, e poi ho continuato a cambiare nazioni e culture, vivendo e lavorando in Europa, in Africa e in America per poi fermarmi ancora qui in Italia. Ho mutato indirizzo di studi: da un diploma in lingue a una laurea in Business Management. Ho cambiato per lavoro almeno 10 società, in almeno tre mercati diversi e ho perso il conto di quante diverse funzioni ho ricoperto, fino a diventare un super Manager e poi a cascare per tre volte di nuovo giù e ricominciare. Ho perso un marito, il padre di mio figlio Raul che ha oggi 28 anni, e ne ho trovato un altro con il quale vivo da 25 anni; ho perso strade per seguirne altre, ho perso treni che non sono passati più. Ho variato pelle, anima, colore dei capelli infinite volte, ed è giunto il momento oggi di interrogarmi su chi sono io davvero e dove voglio andare. Così eccomi qui con la mia valigia pesante poggiata per terra a guardare, spero, nuovi orizzonti con due sole cose costanti nel cuore: l’amore e il mare.

Serenella, 49 anni (ancora per poco) e una delle mie più grandi passioni sono i viaggi e l’interesse verso altre culture.

Per cercare di seguire la mia indole giramondo e curiosa, ho “stretto un legame” con la civiltà e la lingua giapponese nella convinzione di poter ambire a un lavoro in Giappone e, perché no, in giro per il mondo. Questo percorso di studi mi ha portato a realizzare per un breve periodo di tempo le mie aspirazioni, dandomi l’opportunità, attraverso un lavoro presso una fondazione che si occupava di organizzare eventi culturali nel Paese del Sol Levante, di misurarmi con un altro mondo, molto distante da me, e successivamente a insistere su questa strada quando questa esperienza piena e completa si è conclusa. Poi un salto da un lavoro all’altro, da una esperienza a un’altra che questa società precaria in ambito occupazionale ti impone, l’illusione di essere di nuovo vicina a quel desiderio a lungo inseguito: l’occasione, sia tramite un consorzio all’export che per una società di consulenza alle imprese, di dar vita a un progetto economico-culturale a Tokyo coinvolgendo aziende interessate all’importazione di prodotti alimentari italiani, in particolare pugliesi, e creare intorno a questi eventi culturali arricchendoli con la storia e le tradizioni del territorio italiano.
Ben presto, ancora una volta, il sogno è svanito. E di nuovo una girandola di esperienze lavorative diverse tra loro (ad ogni modo utili nel lasciarmi un bagaglio di esperienze ed emozioni) fino ad avere la consapevolezza che è necessario rispettare se stessi, i propri sogni e le proprie ambizioni cercando di ritrovare una strada ormai persa tra mille vicoli… E chissà… Magari l’esperienza e l’aiuto di Piano C mi riporterà sulla via giusta.

Luigia, 45 anni. Mamma di una bimba di sette e anche “felicemente separata”.

Sono sempre stata una persona indipendente, molto socievole, amo conoscere gente nuova, la trovo una cosa molto stimolante, che mi arricchisce ogni volta. Ma sono poco “social”, preferisco i rapporti reali a quelli virtuali.
“Maturando”, ho capito di essere forte e ottimista, doti che in giovane età non credevo di avere.
Ho imparato ad accogliere ed elaborare in maniera positiva anche le situazioni più difficili, cercando di dare un senso agli avvenimenti, traendone insegnamenti.
Devo dire che, oltre alla parte caratteriale, sono stata anche un po’ ispirata da un detto giapponese che mi è capitato di leggere per caso, e che dice così: ” Alcune volte vinci, tutte le altre volte impari “.
Non è affatto facile, lo riconosco, ci vuole “allenamento”, ma un po’ per volta ci si riesce.
Amo viaggiare, leggere, amo ascoltare ogni genere di musica e mi affascinano molto le arti marziali.
Mi piacciono i bambini, i loro giochi, il loro modo di pensare e di vedere le cose, spesso sono anche come loro…

Angela, 41 anni e non sentirli! In primavera mi tingo i capelli di rosso, per il mio compleanno mi sono regalata un nuovo tatuaggio e amo le gonne molto corte o molto lunghe.

Sorrido molto, parlo con tutti e tendo a dire sempre quello che penso e per questo, col tempo, ho imparato l’arte della diplomazia e che non si può prescindere dalla forma. Nella mia vita sono passata direttamente dall’essere figlia all’essere moglie e contemporaneamente madre. Ho scelto biologia per passare la vita in mare ma presto mi sono resa conto dell’inconciliabilità del sogno con la maternità alla quale nel frattempo avevo capito di non voler rinunciare. Ho infatti poi messo al mondo 3 maschiacci tanto meravigliosi quanto terribili ai quali mi sono dedicata a tempo pieno. Ora che l’ultimo desperado è grande, io sento di potermi – volermi e dovermi – dedicare del tempo. Sono approdata nel mondo dei call center ormai da 2 anni, ma nonostante il discreto successo dovuto alla mia loquacità e la comodità di aver un impegno part-time, è una realtà che sento andarmi stretta… Voglio di più!
Sto prendendo in considerazione la possibilità di rispolverare la mia laurea e dedicarmi all’insegnamento – in cui ho già avuto modo di cimentarmi con grande soddisfazione – ma anche di concretizzare un’idea tutta mia. Insomma per me Piano C potrebbe essere l’occasione di capire cosa farò da grande.

Silvia, vado per i 42 conservando la vitalità dei 24 con l’entusiasmo di provare e conoscere.

Non tenetemi troppo su una sedia! Mi piace danzare: che sia classica, pop  o tango, l’importante è liberare il corpo. Appena posso viaggio, passeggiando per gli spazi aperti e a volte anche con la mente. Adoro le amicizie, quelle vere, dove ci si sente fratelli. Guardo negli occhi cercando l’anima, sì, anche la mia. Imparo in fretta, questa è la mia condanna! Ho fatto della versatilità e della capacità di adattamento la mia virtù. Una frase che mi ha ispirata: “Cambiare col mondo che cambia”; se aggiungi tanta proattività e una dose massiccia di affidabilità, ecco la ricetta perfetta per affrontare qualunque sfida. L’esperienza professionale mi ha permesso di conoscere ampiamente il mercato delle emittenti televisive, dalle post-produzioni al palinsesto editoriale e pubblicitario, fino ad aziende fornitrici di prodotti e servizi dedicati ai media tv e digitali. Ho curato vari progetti, relazionandomi e coordinando clienti e dipartimenti interni, in contesti sia locali che internazionali. Parallelamente ho seguito l’attività imprenditoriale di famiglia nel commercio al dettaglio, dove ho sviluppato soprattutto la capacità di vendita e di relazione, oltre a un’attenzione a tutto tondo.
Pronta per scoprire quale nuova avventura mi aspetta, aperta a valutare nuovi contesti e possibilità.
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