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Buchi nel cv: 3 consigli per gestirli al colloquio 22 Luglio 2022

“Vedo che qua ha un buco nel suo curriculum, mi può spiegare il motivo?” La tanto temuta domanda è arrivata, niente paura, ecco tre consigli per trasformare una criticità in un punto a tuo favore.

a cura di Lucilla Tempesti
articolo aggiornato ottobre 2025

Ti è mai capitato di chiederti come spiegare una pausa lavorativa durante un colloquio?
Non sei sola: i buchi nel CV, o career break, sono molto più comuni di quanto si pensi. Nel 2025, sempre più aziende riconoscono che i percorsi professionali non sono lineari, e che una pausa può essere un’occasione di crescita personale, formazione o cambiamento.

Tuttavia, il modo in cui racconti quel periodo fa la differenza.
Ecco 3 consigli pratici per gestire con sicurezza i buchi nel tuo curriculum e trasformarli in un punto di forza durante il colloquio.

Il curriculum vitae racconta una storia, la tua, non solo dal punto di vista professionale, perché si sa, la vita privata e il lavoro sono due aspetti che non si possono scindere l’uno dall’altro.

I buchi nel cv, che gli inglesi definiscono gaps in work history, sono dei periodi più o meno lunghi in cui una persona non lavora.

Le motivazioni possono essere le più svariate: una malattia, un periodo sabbatico, l’essersi presi cura di una persona cara per non parlare della maternità. Eppure, quale sia la causa che ti ha tenuta lontana dal lavoro, la verità è che il buco nel cv pare una voragine pronta a fagocitare ogni tua buona intenzione di tornare nel mondo del lavoro.

Perché i buchi nel CV non dovrebbero essere più un problema (nel 2025)

Innanzitutto sappi che qualunque sia la tua età, avere un buco nel cv è normale, anzi normalissimo.

In quest’ottica LinkedIn nel marzo 2022 ha introdotto la sezione Career Break dove poter inserire maggiori dettagli sulla pausa lavorativa proprio con l’obiettivo di trasformarla da stigma a valore positivo.

Insomma se anche LinkedIn normalizza i buchi nel cv dandoti la possibilità di aggiungere pause lavorative al tuo profilo, possiamo dire che puoi iniziare a parlarne serenamente.

Un’interruzione di carriera non è più vista come una macchia, ma come una fase di evoluzione e consapevolezza.
Le pause lavorative dunque non vanno nascoste come la polvere sotto al tappeto, i recruiter sono persone esperte abituate a notare incongruenze nel cv. Quindi se sullo scritto abbiamo capito che la chiarezza paga, vediamo quali sono i tre consigli per gestire al meglio i buchi nel cv al colloquio.

Buco nel curriculum: cosa dire al colloquio

Hai pensato alle possibili domande che ti avrebbero potuto fare al colloquio ed eccola quella che più di tutte ti preoccupava: “C’è un buco nel suo CV, come mai?” Cosa rispondi? Che lo sai, come puoi non saperlo ma quel buco non racconta come lo hai riempito.

La risposta ce l’hai, devi solo prestare attenzione a non farla diventare una pesante spada di Damocle.

Ecco 3 consigli semplici ma efficaci per affrontare al meglio la tanto temuta domanda.

#1 Racconta come ti sei tenuta aggiornata

Se il ruolo o settore per il quale ti candidi è rimasto invariato:

  • menziona tutto ciò che hai letto per tenerti aggiornata sul settore,
  • come sei rimasta in contatto con i colleghi,
  • cosa hai fatto per prepararti al tuo rientro.

Parla anche di qualsiasi lavoro freelance, di volontariato o di servizio nella tua comunità che hai ricoperto, corsi o eventi a cui hai partecipato o qualsiasi altro modo in cui hai migliorato le tue capacità professionali e delle competenze che hai mantenuto attive.
Mostra che non ti sei fermata del tutto durante il tuo momento di pausa. Anche se non si tratta di esperienze retribuite, dimostrano proattività, curiosità e spirito di crescita. E sono proprio queste qualità che i recruiter cercano oggi.

Esempio: “Durante il mio periodo di pausa ho frequentato un corso di aggiornamento in comunicazione digitale e collaborato a un progetto di volontariato. Mi ha permesso di rafforzare le mie competenze organizzative e relazionali.

Non mentire. Non solo perché bisogna saperlo fare, ma anche perché bisogna dare seguito alla menzogna detta.

#2 Contestualizza le esperienze vissute

Se il ruolo o settore invece è differente, prenditi il tempo per spiegare a chi ti sta selezionando perché sei la persona giusta.

  • Evidenzia le competenze che hai appreso nel tuo percorso personale e professionale e che possono essere utili per il profilo per il quale ti stai proponendo,
  • i ragionamenti che ti hanno fatto propendere per la candidatura,
  • le esperienze del presente o passato pertinenti che aiuteranno chi hai davanti a immaginarti in quel ruolo, anche se non del tutto coerente con il tuo curriculum.

Una pausa lavorativa è un momento di vita che di sicuro ti ha fatto crescere e durante la quale hai sviluppato nuove competenze e soft skills: non sottovalutarne l’importanza ma utilizzale nel tuo racconto.

Un errore comune è quello di sentirsi in dovere di spiegare “perché” si è lasciato un lavoro o “quanto è durato” il periodo di stop. Nel 2025, la trasparenza è importante, ma ancora di più lo è la coerenza del racconto.

Esempio: “Ho scelto di dedicarmi per un periodo alla mia famiglia, esperienza che mi ha aiutata a migliorare la gestione del tempo e la capacità di pianificazione.”

Concentrati su ciò che hai imparato e su come quel periodo ti ha resa più consapevole delle tue scelte professionali.
Evita di giustificarti: non devi chiedere scusa per esserti presa del tempo per te stessa.

#3 Non giustificarti o sentirti in difetto

Piuttosto, racconta il tuo desiderio di rimetterti in gioco, le tue ambizioni professionali, la tua rinnovata motivazione. Tu per prima devi essere convinta che quel “buco” sul CV sia stato fonte di esperienza e apprendimento.

Questa è una delle domande sulle quali devi e puoi avere la risposta pronta, perché se il buco c’è, chi è incaricato di selezionarti lo ha visto. Eppure tu sei lì a quel colloquio, e hai l’opportunità di dimostrargli che ha fatto bene a non ritenerlo ragione sufficiente per una tua esclusione. Dai il meglio di te.

Nel colloquio, il tono conta quanto le parole. Un buco nel CV non spaventa un recruiter, ma l’insicurezza nel parlarne sì.
Mostrati serena, diretta e concentrata su quello che puoi offrire oggi.

Esempio: “Dopo una pausa per riorientarmi, ho capito che desidero lavorare in contesti che valorizzano la collaborazione e la crescita continua, come il vostro.

Prepara una risposta breve, positiva e coerente con la tua candidatura. Chi ti ascolta deve percepire che hai vissuto quella pausa come parte naturale del tuo percorso.

Trasforma i buchi nel CV in un valore aggiunto

Credi in te, credi nella tua scelta. Il sorriso, la serenità nella risposta, il controllo che avrai racconteranno non soltanto che per te quel buco nel CV non è un problema ma anzi, un’opportunità e che sei pronta per reinserirti in maniera efficace nel mondo del lavoro.

In questo, il respiro, lo sguardo all’interlocutore, una posizione seduta rilassata ma non abbandonata, la gestualità ti saranno d’aiuto.

E ricorda, ogni percorso professionale è unico. Ciò che conta non è la continuità, ma la direzione.
Se impari a leggere le tue pause come momenti di formazione e consapevolezza, diventeranno un punto di forza nel tuo racconto professionale. Ricorda: non c’è carriera perfetta, ma solo persone che sanno raccontare bene la propria storia.

Curriculum e colloquio: preparali al meglio

Non farti prendere alla sprovvista, sii preparata alla domanda. Se seguirai questi semplici consigli, avrai la risposta pronta, i contenuti giusti e un’attitudine fisica che racconteranno tutto il senso che quel buco nel CV ha avuto per te, come donna e come professionista.

Il segreto sta tutto qua, nell’essere pronta. Se sei alle prese con il tuo curriculum o sei stata chiamata per un colloquio e l’ansia da prestazione si fa sentire, le nostre consulenze personalizzate sono un aiuto valido e concreto per arrivare in sede di colloquio senza la tremarella, sicura di te stessa e delle parole che userai per raccontarti.

Preparati al colloquio con Cristina