Che storia! Aminata Gabriella Fall 17 Aprile 2026
Aminata Gabriella Fall è divulgatrice ed educatrice finanziaria. Dopo anni in banca ha scelto di cambiare prospettiva: rendere il mondo finanziario più accessibile e comprensibile. Dal 2018 lo fa così, traducendo “il bancalese in parole povere”, a misura di persona.
articolo a cura di Fabiola Noris - Copywriter e UX Content Designer @Piano C
“Aver cura dei propri soldi è un elemento di fondamentale importanza, soprattutto per chi ha redditi discontinui, come possono essere le donne e i giovani, che sono proprio quelli più ai margini di questo sistema.”
Aminata Gabriella Fall, per tutti Ami, compie studi umanistici, liceo Classico prima, laurea in giurisprudenza mentre lavora in un mondo che apparentemente non sembrava essere il suo. Dopo aver rifuggito i numeri per lungo tempo, a 21 anni inizia infatti a lavorare in banca.
E da lì, il suo rapporto con la matematica cambia e si trasforma in una vera e propria passione. Inizia dalla cassa fino a diventare direttrice di filiale e poi cresce ancora di livello occupandosi di credito deteriorato nella gestione di grosse aziende in difficoltà, fino a quando nasce in lei una nuova consapevolezza: tante persone, soprattutto donne, erano escluse da quel mondo che per lei ormai era diventata casa.
Nel 2018 Ami decide di fare qualcosa di concreto: di spiegare e raccontare in parole povere come poter entrare in nel mondo finanziario dove si parla una lingua diversa, che molto spesso lo rende inavvicinabile e inaccessibile. È così che nasce Pecuniami.
Pecuniami: tradurre la finanza per renderla accessibile
Pecuniami, la pagina di divulgazione finanziaria di Ami cresce velocemente.
Nel 2018 infatti ancora non si parlava da nessuna parte di educazione finanziaria: oggi Pecuniami è una community di oltre 60mila persone e una piattaforma di consulenza e apprendimento 100% digitale: consulenze, corsi, academy, servizi personalizzati, pensati per chi vuole prendere in mano la propria vita finanziaria.
Ami è divulgatrice ed educatrice finanziaria, con un obiettivo preciso: rendere più accogliente questo mondo spiegando la finanza in modo semplice, diretto e senza barriere.
Non solo, accanto a questa attività porta avanti anche le consulenze, tassello fondamentale per capire di quale aiuto concreto hanno bisogno le persone nella loro gestione economica ed essere effettivamente di supporto. Per restare ancorata alla realtà e non parlare di teoria, ma di vita vera.
“Fare solo divulgazione non basta: bisogna toccare con mano le difficoltà delle persone.”
Lasciare il posto fisso
Una delle decisioni più importanti arriva in un momento delicato: Ami è incinta di sei mesi.
L’indecisione è tanta ma una frase di suo marito è decisiva.
“Nostra figlia merita una mamma felice.”
Da lì, la direzione cambia, tutto diventa più chiaro.
Sceglie di lasciare il posto fisso e aprire la partita IVA, una scelta coraggiosa, ma anche molto lucida: nel suo racconto molto onesto, non c’è alcuna idealizzazione, lavorare in proprio significa anche lavorare di notte, nei weekend, senza margine.
“Non credo alla storia che la partita IVA garantisca flessibilità a una neomamma. A meno che tu non abbia già un pacchetto di clienti tale da potertelo gestire in autonomia. Questa leggenda che lasci il posto fisso, apri la partita IVA adesso che sei madre: no, un bel part time è molto meglio.”
La conciliazione non è automatica, è una costruzione faticosa: Ami racconta infatti che negli ultimi tre anni si è dedicata alla crescita della sua attività e della sua bimba e l’unica flessibilità ottenuta è stata quella di poter lavorare di notte e nel weekend.
Indipendenza economica: prima di tutto, consapevolezza
Quando si parla di indipendenza economica, Ami introduce una distinzione importante: non è solo una questione di autonomia, è prima di tutto, una questione di consapevolezza.
“Uno può anche essere consapevole di non essere indipendente in alcune fasi della vita.
E questa è già una cosa fondamentale.”
Sapere dove si è, cosa si sta facendo, quali sono i propri obiettivi, questo è il primo passo.
Poi viene tutto il resto. E l’indipendenza economica non è una formula, è un percorso fatto di scelte, tentativi, aggiustamenti. Non tutti raggiungono gli stessi risultati, certo la fortuna ha il suo ruolo, ma pianificare è qualcosa che dipende da noi.
“Magari non ci arrivo domani, ma posso costruire un piano per arrivarci:
il tempo è l’elemento fondamentale nella gestione del denaro.”
3 consigli per migliorare la propria indipendenza finanziaria
Ami promuove quotidianamente l’empowerment femminile perché non si tratta solo di soldi ma di costruire la propria libertà e di poter scegliere il futuro che ciascuna donna desidera. Andando oltre gli ostacoli messi da un sistema che ha privato le donne del loro potere economico. Ecco 3 consigli per iniziare fin da subito a prendersi cura della propria consapevolezza finanziaria.
1) Le basi
Aprire il fondo pensione, attivare il fondo emergenze e imparare una gestione corretta del denaro che significa consapevole: capire come e perché stiamo agendo con il denaro.
2) Non avere paura del denaro
Il mondo finanziario non è neutro, ma non deve nemmeno essere percepito come inaccessibile.
Non abbiate paura del mondo finanziario: un invito semplice, ma potente, perché dietro la paura spesso c’è distanza, e dietro la distanza c’è esclusione.
3) Affidarsi a dei professionisti
Il fai da te, quando si parla di investimenti, non è necessariamente l’obiettivo da raggiungere ma avere una pianificazione finanziaria che ci renda sostenibile la nostra vita e anche il nostro futuro.
Ami parla di indipendenza economica ma senza semplificazioni: per migliorare la propria consapevolezza è necessario lavorarci e arrogarsi il diritto di voler capire, bisogna voler mettersi in gioco perché l’indipendenza economica non è solo una condizione da raggiungere, ma una possibilità da costruire, passo dopo passo.
Pecuniami, il progetto del cuore di Ami
“Non ho un nuovo progetto del cuore, lo sto già vivendo: ho tante cose in programma, però sono tutte figlie di questa opportunità che mi sono data nella vita.”
Ami ha trovato la sua strada, dopo tanta gavetta, lavora molto, tantissimo, ma la misura del successo è la felicità, la fatica c’è ma ha un senso ed è questo che cambia la prospettiva.
Così come affrontare i momenti di frustrazione, di difficoltà, di depressione che si sono presentati lungo il percorso, con una bimba piccola e una nuova attività di cui prendersi cura: Ami è riuscita grazie alla sua caparbietà e al supporto di chi le è stato vicino ad affrontarli e a tirarsene fuori.
Un percorso fatto di scelte, di fatica, di crescita e di gratitudine.
“Da quando ho iniziato a essere grata per quello che avevo, le cose sono cambiate.”
Sognava di fare la scrittrice e ha scritto libri, sognava di far la giornalista e ha scritto articoli di giornale, sognava di lavorare con le organizzazioni non governative e aiutare gli altri.
“E anche questo lo sto facendo, quindi sì, in maniera diversa rispetto a quello che mi immagivano,
è il lavoro che sognavo di fare da bambina.”
Se anche tu vuoi costruire la tua indipendenza economica, il primo passo è fermarti e fare chiarezza:
su dove sei e su cosa vuoi costruire per il tuo futuro.
In Piano C puoi farlo insieme ad altre donne, lavorando in modo concreto sulla tua direzione professionale e trasformando la consapevolezza in azione.
Fai il primo passo con Piano C

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