Che storia! Isabella Bersellini 22 Ottobre 2026
Isabella Bersellini, illustratrice e graphic designer freelance da oltre undici anni, ha trasformato la capacità di tradurre concetti, testi ed emozioni in immagini nel suo mestiere. Creativa e sensibile, in apparenza con un forte carattere e una sana dose di autoironia, ha imparato con il tempo che l’autostima è un esercizio quotidiano.
a cura di Fabiola Noris - Copywriter, UX Content Designer e Consulente di Storytelling Professionale @Piano C
Da veterinaria a illustratrice: il percorso di Isabella
Isabella Bersellini non aveva pianificato di diventare illustratrice: da piccola voleva fare la veterinaria o la modella. Poi, la vita succede, e come spesso accade prende una strada diversa e più interessante.
Oggi illustra packaging di prodotti, giornali, libri per l’infanzia, palloni da basket, palline di Natale, accendini, biscotti. Di tutto.
Ogni progetto è un mondo nuovo, un linguaggio da imparare, un’emozione da tradurre in segno.
“I momenti più sfidanti e difficili in questo ambito, sono quelli in cui i lavori diminuiscono, dove le paranoie aumentano e l’autostima vacilla. So che sono passeggeri e cerco quindi di non lasciare spazio all’ansia e ai pensieri intrusivi.
All’opposto, i momenti più belli sono quando hai tanti progetti da portare a termine, quando il cliente ha scelto proprio te e quando l’asticella della richiesta si alza. Sai che sarà difficile, che farà paura, ma sai anche che in quel momento la tua professionalità acquisirà un valore in più.”
La soddisfazione più grande per Isabella resta senza dubbio l’aver lavorato con il New York Times, il sogno che aveva fin dai tempi dell’Accademia di Belle Arti.
Cos’è l’autostima?
Per Isabella l’autostima non è quella che ti fa sentire più grande, ma quella cosa che ti lascia essere fallibile.
“In un lavoro dove il tuo estro, la tua manualità e la tua creatività vengono messi in primo piano, avere autostima è fondamentale. Ma non quel tipo di autostima dove credi di essere la più grande artista al mondo: parlo di quella che ti lascia lo spazio di essere fallibile, di non essere selezionata, di non essere scelta, senza dover mettere in dubbio le tue capacità ogni volta.”
Una distinzione importante e spesso trascurata.
L’autostima sana è sapere che un no, un progetto rifiutato, un lavoro modificato dall’art director non definiscono il tuo valore.
“Ci saranno sempre momenti in cui sceglieranno qualcun altro, in cui sbaglierai, in cui il lavoro consegnato non sarà perfetto o sarà modificato dall’art director, ma questo non definirà mai in toto il tuo valore.”
Come tenere a bada la sindrome dell’impostore
Nei momenti di blocco creativo, quando i lavori diminuiscono e le paranoie aumentano, si affaccia puntuale la sindrome dell’impostore.
Isabella la conosce bene e ha trovato il suo modo di gestirla.
“Il trucco in generale è prendere coscienza di tutti gli aspetti negativi di questa professione, accettarli e gestirli, restando sempre nel qui e ora: non sarò bloccata per sempre, non sarà un periodo con pochi clienti per sempre.”
E poi c’è il consiglio più pratico e diretto: “darsi sempre da fare e l’impostore resterà muto.”
Partita IVA e autostima: un allenamento continuo
Undici anni di partita IVA, Isabella non tornerebbe indietro, ma non nasconde che il percorso abbia avuto i suoi alti e bassi.
“Con la partita IVA l’autostima è messa alla prova di continuo: devi saper dare un valore al tuo lavoro, proporlo, difenderlo e anche dire dei no. All’inizio spaventa ma imparare a muoversi tra tutte queste cose ti fa sentire più solida e più padrona delle tue scelte.”
Ogni progetto consegnato, ogni cliente che torna, ogni errore da cui si impara diventa un mattoncino su cui appoggiarsi quando i dubbi arrivano. Non è certo un percorso lineare, ma secondo Isabella, la libertà di costruirsi la propria strada ha un valore immenso.
FreelancHER: illustrare la giungla delle freelance
Isabella è anche l’illustratrice di FreelancHER, il progetto dedicato alle libere professioniste di Parma e provincia.
Per immaginare la protagonista dell’illustrazione si è immedesimata nella donna che cerca la propria via professionale in quella che può essere, e diventare, una giungla, tra codici Ateco, fatture, IVA e regime forfettario.
“La protagonista trova la sua strada grazie al percorso e agli strumenti giusti.”
Un’immagine in fondo che racconta la storia di molte libere professioniste.
Il progetto del cuore: Posterino
Isabella non si ferma ai lavori su commissione. Dal 2022 organizza Posterino, festival di illustrazione e creatività nato con un obiettivo preciso: aiutare i giovani illustratori a muovere i primi passi in un ambito complesso, attraverso talk, market e portfolio review con professionisti del settore.
Un progetto che nasce dalla stessa consapevolezza che attraversa tutta la sua storia: il talento da solo non basta, servono strumenti, comunità e sì, anche qualcuno che ti dica che ce la puoi fare.

Nessun commento